
Anche il 2025, che per certi versi sembra iniziato solo l’altro ieri, volge inesorabilmente al termine. È stato un anno con poche luci e molte ombre, sia dal punto di vista personale che da un punto di vista più globale. E, da qualsiasi prospettiva lo si guardi, è un anno che finisce senza concludersi davvero, perché le conseguenze di certi avvenimenti e di certe scelte ci accompagneranno a lungo, anche se non sappiamo ancora in quali modi e termini.
Per questo, mi sembra appropriato salutarvi con una filastrocca di Gianni Rodari dedicata proprio all’anno che verrà. Non possiamo dire cosa ci riserverà, ma non dobbiamo dimenticare che saremo noi, con le nostre azioni, a “costruirlo”, giorno dopo giorno.
Il mio augurio, quindi, è che ciascuno di noi, nel proprio piccolo, contribuisca a costruire il miglior 2026 possibile. Non solo per sé, ma per tutti.
Anno Nuovo
“Indovinami, Indovino,
tu che leggi nel destino:
l’anno nuovo come sarà?
Bello, brutto o metà e metà?”.
“Trovo stampato nei miei libroni
che avrà di certo quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un Carnevale e un Ferragosto
e il giorno dopo del lunedì
sarà sempre un martedì.
Di più per ora scritto non trovo
nel destino dell’anno nuovo:
per il resto anche quest’anno
sarà come gli uomini lo faranno!”.
Buone feste e arrivederci al 2026!